Centinaio: Soddisfatto dell'accordo

Dopo settimane di battaglie e di proteste anche violente (che sembrano non ancora finite), è stato trovato l’accordo sul prezzo del latte. Pastori, Governo, Regione Sardegna, aziende di trasformazione del latte e rappresentanti di categoria hanno chiuso il tavolo sul prezzo di 74 centesimi al litro (Iva inclusa) a partire dal mese di marzo. Per febbraio, invece, il latte sarà pagato 72 centesimi.

Inoltre, l’accordo prevede un conguaglio il prossimo mese di novembre, sulla base del prezzo del Pecorino. In linea teorica si potrebbe dunque anche raggiungere la soglia di un euro al litro, qualora appunto il prezzo del famoso formaggio Dop sardo toccasse il valore di 8,50 euro al chilogrammo (oggi intorno ai 5,70 euro/kg).

Il ministro delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, si dice soddisfatto. «Quando ci si siede a un tavolo con spirito costruttivo, si raggiungono importanti traguardi. Quello di oggi è solo l’inizio».

Attraverso un decreto, il Consiglio dei ministri ha stanziato per la promozione del Pecorino 29 milioni di euro.

«Nel corso della riunione del Tavolo 'ristretto' - si legge in una nota di Agrinsieme (il coordinamento di Alleanza delle cooperative, Cia, Confagricoltura, Copagri) - sono stati compiuti nuovi passi avanti con un accordo per il riconoscimento di 74 centesimi al litro in acconto, cifra che si avvicina a coprire i costi di produzione. È ora necessario continuare a lavorare affinché si leghi il prezzo del latte ovicaprino a quello di tutti i formaggi dell'Isola e non solo del pecorino romano».

Positivo anche il commento degli industriali. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto e per il cui raggiungimento abbiamo prodotto un significativo sforzo in particolare in questa situazione di mercato – dichiara Assolatte -. Speriamo ora che il dialogo che si è instaurato non si interrompa».

«Serve ora vigilare attentamente sul rispetto dell’accordo per fare in modo che si trasferiscano ai pastori gli effetti positivi sul mercato del pecorino determinati dall’intervento pubblico e dall’aumento delle vendite stimato pari al 30% dalla grande grande distribuzione, per effetto delle campagne promozionali», raccomanda Coldiretti.

 

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

 

FIERAGRICOLA E' MEMBRO DI

IN COLLABORAZIONE CON

PARTNER UFFICIALI