L’agricoltura del Marocco sta crescendo e chiede nuove tecnologie

La 114ª edizione di Fieragricola (29 gennaio-1 febbraio 2020) costruisce un ponte verso l’Africa, incrementando l’incoming di delegazioni e buyer, in collaborazione con l’Ice e le ambasciate.

Fra i paesi africani con le maggiori potenzialità di sviluppo si inserisce il Marocco, caratterizzato da un’agricoltura in crescita in chiave di superfici coltivate e valore aggiunto.

I numeri dell’agricoltura marocchina. Il Pil dell’agricoltura del Marocco incide per il 12% sul totale, confermandosi su livelli più elevati rispetto alla media regionale (5,1 per cento). Nell’ultimo decennio, in particolare, il Pil ha registrato una traiettoria incoraggiante, che dovrebbe mantenersi su scenari positivi anche nel periodo 2018-2024, secondo le elaborazioni di Nomisma per Veronafiere.

Le aziende agricole sono 1,8 milioni e, a livello di occupazione, agricoltura, pesca e settore forestale assorbono il 45% della forza lavoro nazionale.

La superficie agricola utilizzata è cresciuta nel decennio 2006-2016, superando i 30,5 milioni di ettari (dei quali 21 milioni sono destinati a prati permanenti e pascoli, 8,1 milioni a seminativi e 1,5 a colture permanenti); un milione di ettari è occupato dagli oliveti, mentre la frutticoltura si estende su una superficie di 634.000 ettari e i vigneti occupano 46.000 ettari.

Naturalmente la presenza di acqua e i cambiamenti climatici, così come in molte parti dell’Africa, incidono sulle produzioni locali.

Il valore aggiunto della produzione agricola nel 2018 ha toccato i 14 miliardi di dollari - grazie proprio alle riforme strutturali messe in atto negli ultimi anni.

Olive, grano e ortofrutta (in particolare agrumi) sono le principali colture del Paese. In particolare, il Marocco è il quinto produttore mondiale di olive dopo Spagna, Grecia, Italia e Turchia, con il 5% della produzione mondiale (sostenuta da 400mila aziende) e il 9% delle superfici mondiali investite a olivo, tanto che il Marocco rientra, di conseguenza, tra i top producer mondiali di olio di oliva.

L’azienda olivicola media si estende su una superficie di due ettari.

La zootecnia rappresenta un comparto rilevante nel settore primario marocchino, producendo oltre un quarto del valore generato. Nel complesso, il comparto è contraddistinto da dinamiche positive, soprattutto grazie alle performance della produzione lattiero casearia nelle zone irrigate, ma anche grazie alle maggiori disponibilità di foraggio per alimentare il bestiame.

Con oltre 25.000 milioni di capi, il primo segmento numericamente rilevante è rappresentato dagli ovicaprini, seguiti dai bovini (3,4 milioni di capi) e dagli equini (1,5 milioni). 

La carne bovina (32%), la carne di pollo (21%), il latte vaccino (17%) sono le prime tre voci più rappresentative del valore della produzione zootecnica.

Le superfici destinate a coltivazione biologica hanno superato i 9.000 ettari e sono in aumento, alla luce della crescente richiesta mondiale di prodotti bio. L’obiettivo è arrivare ad avere 40.000 ettari convertiti, grazie anche agli aiuti specifici inseriti nel Piano Verde. 

 

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Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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