Washington stanzia altri 16 miliardi per i farmer

Se saranno sufficienti a compensare il calo delle esportazioni dei prodotti agricoli americani e i mancati redditi conseguenti al crollo dei mercati delle commodity è prematuro per dirlo. Certo è che il governo americano interviene per la seconda volta a sostegno dei propri «farmer», penalizzati dalle tensioni internazionali innescate dalla guerra dei dazi fra Stati Uniti e Cina.

Pochi giorni fa il presidente Usa, Donald Trump, ha annunciato lo stanziamento di 16 miliardi di dollari, grazie ai quali il totale dei fondi messi a disposizione per il settore agricolo nell’arco di qualche mese sale complessivamente a 28 miliardi.

Non è ancora stato specificato nel dettaglio quali saranno le modalità adottate per dare ossigeno alle imprese del settore. Tuttavia, secondo quanto trapelato, gli agricoltori dovrebbero ricevere pagamenti diretti dal governo statunitense, ma un’altra formula di aiuto potrebbe essere ricondotta agli acquisti garantiti dei prodotti agricoli che non trovano più la via della Cina, come soia, riso, ciliegie. Le esportazioni di soia verso l’ex Celeste Impero sono crollate, passando da 12 miliardi a poco più di due miliardi.

Il ministero dell’Agricoltura (Usda) calcolerà l’ammontare dei danni su base territoriale, contea per contea, e distribuirà gli aiuti sulla base degli ettari coltivati o utilizzati.

Intanto, dalla Cina è arrivato un messaggio chiaro agli Stati Uniti. Il portavoce del Ministro del Commercio cinese, Gao Feng, ha invitato Washington a una retromarcia.

«Se vogliono davvero continuare i negoziati gli Stati Uniti dovranno, con sincerità, rivedere le loro decisioni sbagliate. Solo allora si potranno riprendere i colloqui».

Il rischio, per gli agricoltori americani, è rimanere tagliati fuori o vedere notevolmente ridimensionati gli sbocchi negoziali con la Cina, in una guerra che non è soltanto commerciale, ma ha risvolti più ampi. Legati alle tecnologie e alle innovazioni nelle telecomunicazioni, terreno di una sfida che coinvolge anche l’utilizzo dei big data.

Fonte: Ufficio stampa Fieragricola

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